L’osteoporosi è una malattia dello scheletro caratterizzata da riduzione e da alterazioni qualitative della massa ossea e si caratterizza clinicamente con fratture (femorali, vertebrali, omerali, del polso) ad essa conseguenti.
L’osso è un tessuto che si rinnova costantemente nel corso degli anni, grazie all’attività degli osteoblasti che formano nuovo osso e degli osteoclasti, che provvedono alla distruzione dell’osso invecchiato.
Con l’avanzare degli anni i processi di distruzione superano quelli di formazione conducendo pertanto ad una riduzione della massa ossea; l’osso diventa così più fragile ed incapace di resistere agli sforzi cui è normalmente sottoposto, ciò determina un notevole aumento del rischio di fratture a seguito di traumi anche di modesta entità.
Vi è indubbiamente una maggiore predisposizione del sesso femminile sia perché le donne hanno una massa ossea ridotta rispetto agli uomini, inoltre con la menopausa la carenza di estrogeni determina una maggiore perdita di massa ossea.
L’incidenza dell’osteoporosi aumenta con l’avanzare degli anni, ed interessa la maggior parte della popolazione sopra gli 80 anni.
Si stima che in Italia, attualmente, circa 3,5 milioni di donne ed 1 milione di uomini siano affetti dalla malattia.
Fattori di rischio
- Menopausa (per carenza di estrogeni);
- Età avanzata;
- Familiarità per fratture osteoporotiche;
- Ipogonadismo maschile, sia primitivo che secondario;
- Magrezza eccessiva;
- Storia di lunghi periodi di immobilizzazione o di scarsa attività fisica;
- Carenza di vitamina D;
- Assunzione eccessiva di alcool;
- Fumo di sigaretta;
- Uso prolungato di alcuni farmaci (soprattutto cortisone, eparina, ormoni tiroidei, ecc.)
- Malattie (artrite reumatoide, malattie neuromuscolari, ecc.).
Sintomi clinici
La lenta e progressiva riduzione della massa ossea non viene percepita dal paziente fino a quando, con il peggioramento della malattia, non sopraggiunge una frattura, anche spontanea (cioè non dovuta a caduta oppure ad altro trauma).
Le sedi colpite più frequentemente da fratture sono il femore, la colonna vertebrale, il polso e l’omero.
Prevenzione primaria e secondaria
- Assumere, con un’alimentazione appropriata, adeguate quantità di calcio e vitamina D;
- Eliminare o, quanto meno, ridurre drasticamente fumo ed alcool;
- Svolgere un’attività fisica costante e adeguata all’età; qualora costretti a letto, esercizi di ginnastica attiva o passiva;
- Seguire appropriate terapie farmacologiche nel caso suggerite dal proprio medico di fiducia;
- Misurare la densità minerale ossea (Densitometria), unitamente agli altri fattori di rischio, il rischio di frattura.
In caso di osteoporosi grave, le ossa sono fragili ed un banale trauma può provocare fratture, specie negli anziani che spesso presentano disturbi della vista e dell’equilibrio. In questi casi oltre alla terapia farmacologica sono necessari supporti per la deambulazione, un illuminazione adeguata degli ambienti, l’uso di calzature con suole di gomma non scivolose, l’eliminazione di tappeti e l’attuazione di misure atte a ridurre il rischio di caduta.
La densitometria ossea
La MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) è un esame eseguito da un macchinario che consente di stimare la densità delle ossa, valutando in termini quantitativi la componente minerale dell’osso (e la sua variazione nel tempo) permette di diagnosticare la presenza o meno di osteoporosi, e il rischio di svilupparla in futuro.
Il periodo di massima acquisizione di massa ossea va dagli 11 ai 18 anni: durante questo periodo di rapida crescita un ragazzo o una ragazza accumulano circa il 50% della loro massa ossea adulta. La massa ossea che si raggiunge a 20 anni è all’incirca il 90% del valore massimo che si raggiungerà in seguito. Il restante 10% si aggiunge fra i 20 e i 30 anni, in cui ovviamente il ritmo di accumulo minerali è assai meno intenso.
Il valore massimo di massa ossea che abbiamo raggiunto intorno ai 25-30 anni è chiamato picco di massa ossea. Esso è un valore cruciale per determinare il rischio individuale di osteoporosi, dato che in seguito la massa ossea più o meno lentamente è destinata a diminuire.

Fattori che determinano il “picco” di massa ossea effettivamente raggiunto
- fattori genetici (sesso, razza, ecc.)
- attività fisica
- dieta corretta (apporto di calcio!)
- normale metabolismo vitamina D
La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) con tecnica DXA (Dual X-ray Absorptiometry) è l’esame che misura la massa minerale ossea (abbreviata come BMC) e la “densità ossea” (abbreviata come BMD). In pratica misura la quantità e la densità di sali minerali (sali di calcio) contenuti nella regione esaminata del nostro scheletro.
La MOC-DXA può essere eseguita a livello dell’avambraccio, della colonna vertebrale lombare, del femore o dell’intero scheletro. Nella maggior parte dei casi si fa a livello della colonna vertebrale o del femore.
La MOC-DXA utilizza i raggi X, ma la dose di radiazione utilizzata per l’esame è bassissima, molto minore di quella di una normale radiografia, e infinitamente minore di quella di una TAC. Pertanto, non ci sono assolutamente problemi a ripetere la MOC nel tempo.
Solo questo esame permette di fare con precisione la diagnosi di osteopenia (una modesta demineralizzazione ossea, che costituisce un po’ un campanello di allarme) o osteoporosi (una demineralizzazione ossea più consistente, che comporta il rischio più o meno grave di fratture).
In una persona adulta, la diagnosi si fa esaminando il T-score, cioè valutando di quanto il valore in esame si differenzia da quello del campione di riferimento (soggetti sani dello stesso sesso e di età pari a 25-30 anni, ossia esaminati nel momento in cui si raggiunge il picco di massa ossea). In termini più precisi, il T-score è la differenza, espressa in numero di “deviazioni standard”, fra il valore individuale osservato e il valore medio della popolazione sana di riferimento.
Valori di T-score compresi fra +1 e -1 indicano una mineralizzazione ossea nella norma.
Secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (originariamente riferiti alle donne in menopausa, ma oggi utilizzati per gli adulti di ambo i sessi), si parla di osteopenia quando il valore del T-score è inferiore a -1, e di osteoporosi quando il T-score è inferiore a -2.5.
Lo Z-score, invece, indica di quanto il valore in esame si differenzia da quello di una popolazione sana di riferimento composta da soggetti dello stesso sesso e della stessa età del soggetto in esame. Si deve sempre e solo usare lo Z-score quando si studiano bambini, adolescenti e in genere soggetti di età inferiore ai 30 anni. In linea di massima questo indice, anche se viene sempre automaticamente riportato nel referto MOC, non ha molto significato nello studio delle persone adulte o anziane, per le quali quello che conta è invece il T-score.
L’ interpretazione dello Z-score è molto più complicata di quella del T-score e in generale può esser fatta solo dallo specialista. Non basta guardare il valore rilevato dalla MOC-DXA come si fa con il T-score per gli adulti. Infatti in questi casi si tratta di soggetti ancora nell’età della crescita, e dato che la crescita non avviene allo stesso modo per tutti, e a parità di età può essere molto diversa, occorre tener conto di molte altre variabili (dimensioni del corpo, stato puberale, ecc.) e, di conseguenza, occorre fare opportune “correzioni” al valore indicato dal densitometro.
Il valore misurato della massa ossea, in termini assoluti, è solo un’indicazione di massima. E’ chiaro che al disopra di certi limiti si può star tranquilli, mentre al disotto di certi altri bisogna subito prendere provvedimenti. Ma quello che è più importante è seguire la sua variazione nel tempo. In certi casi (per esempio in una donna in menopausa che segue una terapia sostitutiva ormonale e che ha in partenza una buona massa ossea) un secondo controllo si potrà fare anche a qualche anno di distanza dal primo. In altri casi, invece, i controlli dovranno essere più ravvicinati, anche se in genere, negli adulti, non ha senso rifare un controllo MOC prima di un anno dal precedente.
Fra una MOC e l’altra potrà invece esser utile effettuare altri tipi di esami di controllo sul sangue e sulle urine (tra cui esami specifici – i cosiddetti markers di turnover osseo – che possono aiutare a valutare l’efficacia dei trattamenti in atto per limitare la perdita di massa ossea).
Dati e risultati
Nel corso del 2013-2014 nell’ Associazione Iacovazzo sono state effettuate 2504 densitometrie MOC-DXA, di cui:
- 1329 a livello del femore, di cui 1237 femmine e 92 maschi.
- 1175 a livello della colonna lombare, di cui 1102 femmine e 73 maschi.
| DEXA FEMORE | DEXA COLONNA | |
| Femmine | 1237 | 1102 |
| Maschi | 92 | 73 |
| Totale | 1329 | 1175 |
Le femmine avevano età compresa tra 19 e 93 anni. Il 14,8% aveva età inferiore di 49 anni, il 38,3% età compresa tra 50 e 60 anni, il 46,9% età superiore a 61 anni.

I maschi avevano età compresa tra 12 e 88 anni di cui il 31,5% di età inferiore ai 59 anni, il 68,5% di età maggiore ai 60 anni.

DEXA FEMORE
I dati ottenuti sono stati analizzati secondo i seguenti parametri: sesso, T-score e Z-score.
Delle 1237 densitometrie del femore eseguite nelle femmine sono stati rilevati i seguenti risultati.
Valutando il T-score :
- 761 femmine (il 61,5%) presentava una condizione di normalità (T-score maggiore di -1.0)
- 369 femmine (il 29,8%) osteopenia (T-score compreso tra -1.0 e -2.5)
- 107 femmine (l’8,6%) osteoporosi (T-score minore di -2.5)
Valutando lo Z-score:
- 1178 femmine (il 95,2%) presentava una condizione di normalità (Z-score maggiore di -1.0)
- 54 femmine (il 4,3%) osteopenia (Z-score compreso tra -1.0 e -2.5)
- 5 femmine (il 0,4%) osteoporosi (Z-score minore di -2.5)
| DEXA FEMORE Femmine |
Normale (maggiore -1.0) | Osteopenia (tra -1.0 e -2.5) | Osteoporosi ( minore-2.5) | Totale |
| T-Score | 761 | 369 | 107 | 1237 |
| Z-score | 1178 | 54 | 5 | 1237 |


Delle 92 densitometrie del femore eseguite nei maschi sono stati rilevati i seguenti risultati.
Valutando il T-score:
- 38 Maschi (il 41,3 %) presentava una condizione di normalità (T-score maggiore di -1.0)
- 47 maschi (il 51,1 %) osteopenia (T-score compreso tra -1.0 e -2.5)
- 7 maschi (il 7,6%) osteoporosi (T-score minore di -2.5)
Valutando lo Z-score:
- 67 Maschi (il 72,8%) presentava una condizione di normalità (T-score maggiore di -1.0)
- 24 maschi (il 26,1 %) osteopenia (T-score compreso tra -1.0 e -2.5)
- 1 maschi (l’1,1%) osteoporosi (T-score minore di -2.5)
| DEXA FEMORE Maschi |
Normale (maggiore -1.0) | Osteopenia (tra -1.0 e -2.5) | Osteoporosi (minore-2.5) | Totale |
| T-Score | 38 | 47 | 7 | 92 |
| Z-score | 67 | 24 | 1 | 92 |


DEXA COLONNA
Delle 1102 densitometrie della colonna eseguite nelle femmine sono stati rilevati i seguenti risultati.
Valutando il T-score:
- 392 femmine (il 36 %) presentava una condizione di normalità (T-score maggiore di -1.0)
- 627 femmine (il 57 %) osteopenia (T-score compreso tra -1.0 e -2.5)
- 83 femmine (l’8 %) osteoporosi (T-score minore di -2.5)
Valutando lo Z-score:
- 1025 femmine(il 92 %) presentava una condizione di normalità (Z-score maggiore di -1.0)
- 69 femmine (il 6 %) osteopenia (Z-score compreso tra -1.0 e -2.5)
- 25 femmine (il 2 %) osteoporosi (Z-score minore di -2.5)
| DEXA COLONNA Femmine | Normale (maggiore -1.0) | Osteopenia (tra -1.0 e -2.5) | Osteoporosi (minore-2.5) | Totale |
| T-Score | 392 | 627 | 83 | 1102 |
| Z-score | 1025 | 83 | 25 | 1102 |


Delle 73 densitometrie della colonna eseguite nei maschi sono stati rilevati i seguenti risultati.
Valutando il T-score:
- 47 Maschi (il 64.4 %) presentava una condizione di normalità (T-score maggiore di -1.0)
- 15 maschi (il 20.5 %) osteopenia (T-score compreso tra -1.0 e -2.5)
- 11 maschi (il 15.1 %) osteoporosi (T-score minore di -2.5)
Valutando lo Z-score:
- 51 Maschi (il 69.9 %) presentava una condizione di normalità (T-score maggiore di -1.0)
- 7 maschi (il 9.6 %) osteopenia (T-score compreso tra -1.0 e -2.5)
- 15 maschi (il 20.5 %) osteoporosi (T-score minore di -2.5)
| DEXA COLONNA Maschi | Normale (maggiore -1.0) | Osteopenia (tra -1.0 e -2.5) | Osteoporosi (minore-2.5) | Totale |
| T-Score | 47 | 15 | 11 | 73 |
| Z-score | 51 | 7 | 15 | 73 |


Livia Albanese, Giulia De Michele, Felice Casavola, Franco Pulito, Vittorio De Michele e tutto il Team della Providens
