Dottore ho la tiroide… due anni dopo
…. ed e’ tempo di tirare le somme e di fare qualche considerazione. Abbastanza interessante come vedrete.
Per tirare le somme occorrono i numeri, che sono aridi in se stessi, ma che aiutano a “misurare” l’attività svolta.
Se vi ricordate eravamo partiti con scarsissimi dati preliminari circa la incidenza e prevalenza della patologia tiroidea nella popolazione in particolare quella pediatrica. L’unico dato era quello riassunto nella immagine 1 era relativa al Gozzo tiroideo, che in Puglia era stimato in percentuale del 48%.
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Prevalenza del Gozzo Endemico in Italia (6-14 aa) (Ann. I.S.S. vol 34, 3, 1998) |
Quindi ci siamo posti l’obiettivo di “Individuare pazienti in eta’ pediatrica affetti da patologia tiroidea in Locorotondo” e di collaborare in questo modo con le Autorità Sanitarie per un intervento di prevenzione sulla Sanità Pubblica.
Il Team composto da due medici (il dott. Vittorio De Michele e Nicola Morelli) e dagli infermieri che hanno collaborato e operato sul campo. Hanno esaminato oltre 1000 pazienti, tra adulti e bambini.
Qualcuno dirà ma cosa c’entrano gli adulti: sono i genitori dei bambini, o sono loro parenti o sono persone che hanno saputo della campagna di screening ed hanno chiesto di partecipare. Il nostro obiettivo dichiarato era rivolto ai bambini ma abbiamo preso a bordo molti adulti, in osservanza alla “mission” della Providens. Questo rende difficile l’esame dei dati conclusivi ma non era nei nostri obiettivi fare una indagine statistica, ed esaminiamo i dati per quello che ci possono dare.
Per chi non ha partecipato riassumiamo brevemente: nella prima fase i genitori dei bambini sono stati invitati con lettera a sottoporre il o i propri figli ad una ecografia tiroidea. Una volta arrivati in sede anche i genitori che lo desideravano potevano eseguire l’esame. Dopo una fase preliminare abbiamo ricevuto richieste dall’esterno soprattutto da pazienti con patologia ed abbiamo dovuto spiegare in piu’ di una occasione che non operavamo come un ambulatorio, facendo cioè controlli di patologia già nota, ma eseguivamo esami a persone che non avevano storia di patologia tiroidea. Ovviamente non sempre ci siamo riusciti e quindi i dati della popolazione adulta sono falsati. Quando abbiamo riscontrato anomalie dell’esame (alterazione della struttura della ghiandola, presenza di noduli) emettevamo un referto per il Pediatra o il Medico di Fiducia per consentire successivi controlli.
I dati quasi definitivi:

Come si vede rispetto al totale la popolazione al di sotto dei 15 anni rappresenta il 24%.
A proposito dell’esito delle ecografie abbiamo classificato “negativo” un esame normale e “positivo” un esame nel quale riscontravamo anomalie e per il quale abbiamo suggerito approfondimento diagnostico o controlli successivi. Nella figura seguente viene riassunto il riscontro di negativi e positivi suddivisi per fasce di età. Si ricorda che i dati degli adulti non hanno valore statistico mentre lo hanno quelli delle prime due fasce (<15 anni e 15-24 anni).

Se si considerano le popolazioni di età alle quali era destinato il Progetto i dati sono riassunti di seguito il 15% al di sotto dei 15 anni e il 20% tra 15 e 24 anni presentavano qualche problema all’ecografia. Per alcuni il problema si e’ rivelato di poco conto e comunque il Pediatra o MMG ha predisposto un piano di controlli nel tempo.


Sia in questa popolazione che tra gli adulti, in un discreto numero di pazienti ai quali sono state riscontrate anomalie nell’ecografia le indagini successive hanno confermato la presenza di una patologia cronica della tiroide; in due casi le indagini si sono concluse con un intervento chirurgico (erano entrambi adulti).
Un altro aspetto ci preme segnalare, un risultato che non avevamo previsto sino in fondo ma che era nelle nostre speranze: l’aspetto educativo di questa operazione. I bambini, ai quali era diretta l’operazione, hanno partecipato con gioia: con titubanza all’inizio ma poi si sono fatti trascinare dall’ambiente familiare che i genitori e noi abbiamo tentato di creare. Il messaggio che speriamo sia arrivato e che prevenzione significa curare se stessi ed e’ piacevole farlo in un ambiente sereno. Per noi il loro sorriso e i loro grazie sono stati una ricompensa insperata.
Complessivamente possiamo dire di essere soddisfatti dei risultati conseguiti. Sentiamo di dover ringraziare tutti quanti, esterni all’Associazione, hanno collaborato alla buona riuscita del progetto ed in particolare i Pediatri e i Medici di Medicina Generale. Ringraziamo anche tutti quei partecipanti al progetto che hanno voluto donare qualcosa all’Associazione: sappiano che quei soldi serviranno a finanziare altri progetti di prevenzione.
In conclusione dedichiamo questo Progetto a Giorgio, che solo fisicamente non e’ più con noi e che ci piace pensare ci abbia guidati ed accompagnati da Lassù.
Nicola Morelli, Vittorio De Michele e tutto il Team della Providens

