Quale prevenzione è possibile in ematologia?
Che cosa intendiamo per prevenzione? Il termine prevenzione significa non far venire e riferendoci alla salute significa non far venire le malattie. Se poi vogliamo restringere il campo sulla Ematologia una buona prevenzione dovrebbe essere quella di non far venire le leucemie, i linfomi e i mielomi che rappresentano le patologie più eclatanti e di impatto sociale per tale branca. Va sottolineato subito che il non far venire una malattia implica spesso radicali cambiamenti delle abitudini di vita; se infatti una malattia è correlata al tipo di lavoro o di abitudini di vita è giocoforza che per non farla venire non si faccia quel dato lavoro o si cambino le abitudini di vita e ciò non è sempre possibile, specie in questi momenti di contingenza economica. Tuttavia noi possiamo far molto per la nostra salute quando ad esempio riusciamo a diagnosticare le malattie precocemente, o quando cogliamo degli elementi che ci permettano di dire che ci troviamo in una condizione predisponente di malattia; anche se ciò non è la vera prevenzione possiamo però dire che è qualche cosa di utile sia per la vita della persona sia per la società in termini di risparmio di sofferenze e costi potendo affermare che far diagnosi precocemente fa curare più facilmente.
Dalla premessa scaturisce che la prevenzione, o meglio la possibilità di diagnosticare più precocemente è non solo una necessità per la cura ma un dovere sociale per evitare sofferenze e spreco di denaro. Con ciò diciamo subito che in Ematologia bastano pochi esami per avere un quadro di potenziale incipienza di malattie importanti come le leucemie, i linfomi, i mielomi; ma occorre sottolineare che la prevenzione attraverso questi semplici esami va ben oltre i confini dell’ematologia perché si possono cogliere aspetti che interessano altri settori dell’oncologia e soprattutto dell’immunologia. Gli esami in questione riguardano l’emocromo con conta delle piastrine, il bilancio coagulativo, la protidemia con elettroforesi, la valutazione del bilancio del ferro con sideremia, transferrina e ferritina, e alcuni indici di infiammazione come VES, proteina C reattiva. Questi semplici esami, fattibili in qualunque laboratorio, hanno la proprietà di arrecare innumerevoli informazioni che possono porre l’indizio di malattia specifica o dare l’input per un secondo livello di esami più mirato. La valutazione degli esami in questione deve essere ovviamente affidata a chi sa effettuare una corretta interpretazione onde procedere con una informazione la più corretta possibile.
Nell’interpretazione, ad esempio, dell’emocromo esistono livelli di informazione che interessano questioni di anemia ed eventualmente di che tipo, questioni che riguardano le piastrine sia in eccesso che in difetto e questioni che riguardano i globuli bianchi che, contrariamente a quel che si pensi, non sono sempre aumentati in caso di leucemie. Una interpretazione va fatta sulle diverse intersecazioni possibili degli esami riguardo alle potenziali malattie. Per poter diagnosticare precocemente un tumore a volte il sospetto può nascere anche da una piccola alterazione degli esami e tale deve essere la interpretazione della prevenzione. Cogliere la più piccola alterazione che possa creare il collegamento alla malattia e ciò può essere possibile.
Si vorebbe sottolineare infine che il costo degli esami suddetti è molto esiguo e potrebbe realmente essere effettuato su larga scala nella popolazione, individuando i soggetti a rischio e facendo quella dovuta informazione che presuppone una spiegazione del perché si è soggetti a rischio. Una sana informazione non guasta e il connubio fra medico e cittadino deve essere ricercato e favorito anche in questa fase e non solo nel momento in cui la malattia è già eclatante e qualche volta troppo tardi per essere curata.
Patrizio Mazza
