Patologie respiratorie

Le malattie respiratorie rappresentano una vasta gamma di gravi condizioni patologiche. Sono tra le principali cause di morbilità e mortalità con un trend in crescita per i prossimi anni. I dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stimano che attualmente centinaia di milioni di persone soffrono di malattie respiratorie croniche; le 5 più importanti malattie respiratorie non solo causano il 17% di tutte le morti, ma sono alla base di ben il 13% di tutti gli anni di vita in buona salute persi (per invalidità o morte). In Italia le malattie respiratorie, dopo le malattie cardiovascolari e neoplastiche, rappresentano la terza causa di morte e si prevede che, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione, la prevalenza di tali patologie sia destinata ad aumentare.

Le patologie respiratorie insorgono a causa dell’azione di un insieme di fattori di rischio che possiamo classificare in fattori di rischio individuali, genetici e legati alla familiarità e fattori di rischio ambientali, fumo di sigaretta, esposizione professionale, inquinamento atmosferico outdoor e indoor, condizioni sociali, dieta, infezioni.

Tra le patologie prevenibili vi sono l’asma, le allergie respiratorie, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), le malattie professionali polmonari, la “sleep apnea sindrome” e l’ipertensione polmonare. Benché esistano efficaci misure preventive, tuttavia le malattie respiratorie croniche sono sottovalutate, sottodiagnosticate, sottotrattate ed insufficientemente prevenute.

Per questo motivo, oramai da anni, abbiamo iniziato una campagna di screening con l’effettuazione della spirometria, inestimabile test dello stato di salute respiratorio (definizione data dall’American Thoracic Society e dall’European Respiratory Society- 2005).

È stato il primo lavoro indirizzato verso patologie non tumorali del Nostro ambulatorio.

 

I nostri risultati

1876 persone hanno eseguito la spirometria e risposto a domande su genere ed età, abitudini di fumo e presenza di malattie respiratorie.

Sono emerse percentuali di prevalenza del 18%, evidenziando le associazioni con i più importanti fattori di rischio, in piena concordanza con i risultati di Studi Italiani ed europei.

Il dato però più importante e più utile, motivo del nostro impegno in tal senso, è stato quello relativo ai soggetti che non avevano conoscenza di iniziale alterazione della funzionalità polmonare.

Soggetti under 19 (26 su 196) e adulti (98 su 1578) , con sospetta ostruzione lieve, sono stati inviati dai MMG per completamento e verifica del dubbio diagnostico. Ai pazienti positivi è stato richiesto riscontro successivo. Abbiamo così verificato i falsi positivi : su 48 persone che ci hanno fornito risultati della successiva vis. pneumologica solo 8 casi non presentavano patologia, mentre circa l’80% è stata avviata a terapia.

Questi dati ci confermano la giustezza della scelta e soprattutto la necessità di iniziare gli screening di funzionalità polmonare ad età più precoci rispetto a quanto si credesse, specialmente in casi di asma bronchiale e fumatori , così da ridurre il rischio di sviluppare gli stadi più severi di malattia attraverso l’interruzione del fumo e un appropriato trattamento”.

Giulia De Michele, Felice Casavola e tutto il Team della Providens